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Il Rigassificatore


Erg minaccia di investire altrove:

“se non fate il rigassificatore andremo ad investire altrove!”


“una tale dichiarazione ha il sapore dell’intimidazione” sostengono le tre associazioni antiracket ASAEC Libero Grassi di Catania, Rocco Chinnici della Confcommercio di Nicolosi e Nicola D’Antrassi di Scordia che propongono alla cittadinanza una riflessione: quanto costa ai siciliani il posto di lavoro?

Non è stato ancora siglato il patto per definire la costruzione dei termovalorizzatori con tutti i rischi dovuti alle esalazioni venefiche, che già arriva la nuova proposta di costruire anche un rigassificatore a Melilli un luogo assolutamente inadatto per l’altissimo rischio sismico che incombe su tutta la costa ionica.

La domanda è: “Il posto di lavoro può essere scambiato con la salute e la sicurezza della gente?”

La mancanza di lavoro ha raggiunto livelli da terzo mondo tanto che alla IKEA per 200 posti di lavoro da commessi sono arrivate 47.000 domande di giovani disoccupati.

I soci pongono un quesito: la disoccupazione può essere controbilanciata con gli investimenti di imprese che mettono a rischio la sopravvivenza stessa della popolazione?

In questo il clima l’intervento della ERG: “se non fate il rigassificatore andremo ad investire altrove!” ha tutto il sapore di un tentativo di estorsione perpetrato nei confronti di 5 milioni di siciliani.

Non conosciamo le ragioni per le quali il Governatore Lombardo si sia rifiutato di firmare tali accordi capestro ma sappia che il suo diniego è stato molto apprezzato da tutti i cittadini attenti. Quei cittadini che guardano non soltanto al posto di lavoro ma anche alla salute dei propri figli.

Sappia che con il suo gesto ha dimostrato che noi siciliani possiamo avere la schiena dritta e possiamo non piegarci alla prepotenza dei potenti.

Nel 2005 la conferenza episcopale siciliana incaricò Padre Piero Sapienza di fare un’indagine sui costi e benefici delle cinque raffinerie di petrolio che sin dagli anni ’50 hanno prodotto nell’isola più inquinamento che ricchezza. Il titolo della ricerca è: “ Salvaguardia del creato e lavoro in Sicilia”

Nell’introduzione si legge: “sfuggiva alla maggior parte dell’opinione pubblica il rovescio della medaglia che un’industrializzazione, svincolata dalle più elementari norme morali attinenti alla salvaguardia dell’ambiente e dimentica del valore della persona, a lungo andare sarebbe stato un boomerang le cui pesanti conseguenze negative avrebbero inciso in modo notevole sulla salute e sulla qualità della vita e su eventuali scenari di sviluppo alternativo.”

Le raffinerie per l’estrazione del greggio hanno già provocato la nascita di bambini, pesci, verdura malformati in misura molto più alta rispetto alle altre regioni italiane. Ma alcuni politici ritengono che il prezzo pagato dai siciliani per tutto questo scempio non basta.

Ci piace finire con una frase, riportata nello stesso volumetto, di Papa Giovanni Paolo II: “Il profitto è un regolatore della vita dell’azienda, ma non è l’unico,....invece spesso avviene che le ragioni della produzione prevalgono sulla dignità del lavoratore e gli interessi economici vengono prima del bene delle singole persone se non addirittura di quello di intere popolazioni”

Sotto i Riflettori


IL RACKET

Una minaccia
per tutti noi


La criminalità organizzata cerca di raggiungere posizioni di potere insinuandosi anche nell'economia produttiva e legale del nostro Paese. Cerca di farlo sfruttando coloro che esercitano un mestiere o un'attività imprenditoriale - commercianti, artigiani, liberi professionisti, imprenditori, ecc. - e spesso ci riesce utilizzando la minaccia.



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