combattere l'usura
USURA, IMPRENDITORE MILANESE ARRESTATO PER FAVOREGGIAMENTO
ASAEC: «FENOMENO CHE METTE IN LUCE UNA SOCIETÀ SOFFERENTE»
ASAEC: «FENOMENO CHE METTE IN LUCE UNA SOCIETÀ SOFFERENTE»
CATANIA – «In riferimento all’arresto dell’imprenditore milanese, che ha negato anche davanti all’evidenza dei fatti di pagare il suo aguzzino, tentando altresì di convincere un altro imprenditore vittima degli stessi usurai a fare altrettanto, nasce l’esigenza di una riflessione a proposito del valore sociale delle leggi».
Così l’Asaec, Associazione antiestorsione catanese “Libero Grassi”, commenta la recente notizia di cronaca che ha visto la carcerazione di una vittima di usura per «favoreggiamento», con la speciale aggravante della finalità di «voler avvantaggiare non questo o quel singolo indagato ma la famiglia di ’ndrangheta in quanto tale».
«Una legge viene emanata allo scopo di regolare i rapporti tra le persone e quelli lavorativi, perseguendo i reati perpetrati in danno di qualcuno – spiegano i soci in una nota - purtroppo però le leggi, anche le più rigide, non sempre riescono a cambiare la mentalità della gente, anzi molto spesso c’è chi è disposto a tutto, eccetto che a cambiare le proprie convinzioni sia pure davanti al rischio del carcere. La domanda è: si può perseguire per legge un pusillanime? È come se una madre di fronte alla debolezza del figlio dovesse decidere di rinnegarlo invece di tentare ogni strada per farlo riflettere sugli errori compiuti. Noi aggiungeremmo che lo Stato dovrebbe per primo aiutare coloro che sbagliano, magari con la collaborazione di psicoterapeuti, formati all’uopo, che siano in grado di aumentare l’autostima delle persone codarde.
Altra cosa sono gli imprenditori che da vittime colludono con il malaffare, trasformandosi in favoreggiatori degli interessi mafiosi e traendone protezione e benefici; o addirittura gli imprenditori complici che sono soci in affari con la malavita. In questi ultimi casi non soltanto bisogna avere il pugno fermo ma è indispensabile tagliare tutti i legami con la criminalità attraverso la confisca totale dei beni personali e societari».
26 luglio 2010
Così l’Asaec, Associazione antiestorsione catanese “Libero Grassi”, commenta la recente notizia di cronaca che ha visto la carcerazione di una vittima di usura per «favoreggiamento», con la speciale aggravante della finalità di «voler avvantaggiare non questo o quel singolo indagato ma la famiglia di ’ndrangheta in quanto tale».
«Una legge viene emanata allo scopo di regolare i rapporti tra le persone e quelli lavorativi, perseguendo i reati perpetrati in danno di qualcuno – spiegano i soci in una nota - purtroppo però le leggi, anche le più rigide, non sempre riescono a cambiare la mentalità della gente, anzi molto spesso c’è chi è disposto a tutto, eccetto che a cambiare le proprie convinzioni sia pure davanti al rischio del carcere. La domanda è: si può perseguire per legge un pusillanime? È come se una madre di fronte alla debolezza del figlio dovesse decidere di rinnegarlo invece di tentare ogni strada per farlo riflettere sugli errori compiuti. Noi aggiungeremmo che lo Stato dovrebbe per primo aiutare coloro che sbagliano, magari con la collaborazione di psicoterapeuti, formati all’uopo, che siano in grado di aumentare l’autostima delle persone codarde.
Altra cosa sono gli imprenditori che da vittime colludono con il malaffare, trasformandosi in favoreggiatori degli interessi mafiosi e traendone protezione e benefici; o addirittura gli imprenditori complici che sono soci in affari con la malavita. In questi ultimi casi non soltanto bisogna avere il pugno fermo ma è indispensabile tagliare tutti i legami con la criminalità attraverso la confisca totale dei beni personali e societari».
26 luglio 2010
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