Invito a “La corruzione nella pubblica amministrazione. Tra colletti bianchi e associazione a delinquere: il caso Siracusa”

L’associazione Antiestorsione di Catania è lieta di invitare la S.V. all’incontro su

La corruzione nella pubblica amministrazione.

Tra colletti bianchi e associazione a delinquere: il caso Siracusa”

che si svolgerà Venerdì 23 Febbraio 2018 alle ore 17 presso Open Creative Work Space,

via Porta di Ferro, 38 Catania.

Interverranno la dott. ssa Marisa Acagnino (presidente IVª sez. Civile Tribunale di Catania)

ed i giornalisti de “La civetta di Minerva” di Siracusa.

     

                  Sarà gradita la Sua presenza.

                  R.S.V.P.: entro il 21.02.2018

                  info@asaec.org – 337957171

 

                                                                    Associazione Antiestorsione di Catania

 

 

Il riscatto delle coscienze

  “Il riscatto delle coscienze” questo il titolo del dibattito organizzato dagli amici dell’ Asaes Antiestorsione Scordia per contribuire ad abbattere il muro del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità alla cultura mafiosa ed al sistema mafioso. Abbiamo incentrato il nostro contributo sul ruolo di denuncia che devono ritornare ad avere le associazioni antiracket. Diffondere, coinvolgere gli imprenditori a denunciare, sapendo di non essere soli.

 

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Il sistema Siracusa

Il sistema Siracusa balza alle cronache giudiziarie non solo per smascherare le “cricche” siciliane ma anche per svelare i suoi legami con la grande imprenditoria nazionale. Quale sia il fil rouge che lega la grossa corruzione ai vari personaggi siracusani è ancora da capire fino in fondo ma i metodi corruttivi sono sempre gli stessi. I depistaggi usati per attaccare gli accusatori definiti “fascicoli specchio” sono entrati nell’uso corrente anche nei processi di estorsione sia per allungare a dismisura i tempi processuali sia per confondere l’opinione pubblica. Una cosa è certa: non si possono architettare certe truffe ai danni della collettività se non con la connivenza di Istituzioni compiacenti. Ogni persona corrotta dalla più insignificante a quella che riveste un ruolo apicale, diventa una pedina funzionale alla riuscita del piano criminale. Noi non sappiamo se i personaggi arrestati o indagati siano veramente tutti colpevoli ma le spiccate qualità investigative dei Procuratori De Lucia e Pignatone lasciano ben sperare in una veloce conclusione del processo e sopratutto hanno spianato la strada alle altre Procure che vorranno sventare eventuali nuovi assalti al cuore dello Stato.

 

http://www.lasicilia.it/news/siracusa/138875/verminaio-siracusa-nel-mondo-amara-il-pm-che-si-svende-e-i-clienti-altolocati.html#.Wnt6sISzp5U.facebook

La relazione annuale della DIA

Nella relazione annuale della DIA (vedi link 1sem2017 DIA) emerge come l’estorsione sia una condotta che spesso gode della complicità delle vittime con le mancate denunce e i casi di vero e proprio «favoreggiamento». La mafia in questo settore si è evoluta e fa sempre meno ricorso alle richieste di denaro: «Spesso le estorsioni sono camuffate da imposizioni di prezzi, forniture o servizi, dalla forzata assunzione di dipendenti o dai subappalti nei lavori».
Le vittime, inoltre, rischiano di finire nel vortice dell’usura.

Nella relazione della Dia ci sono anche alcuni riferimenti alla mafia agricola. Attiva in modo particolare nei territori dei monti Nebrodi, nei Comuni di Bronte, Maniace, Randazzo e Cesarò. «Ricadono nelle mire di Cosa nostra i patrimoni immobiliari rurali – scrivono i detective – strumenti utili per beneficiare di fondi pubblici ma anche per perpetrare truffe ai danni dello Stato attraverso l’impiego fittizio di braccianti». A febbraio 2017, come anticipato in esclusiva da MeridioNews, è stata portata a termine l’operazione Nebrodi. In manette il presunto reggente di Bronte Salvatore Catania, e quello di Cesarò, Giovanni Pruiti, fratello dell’ergastolano Giuseppe. Nel semestre analizzato emergono anche episodi di intimidazioni ad alcuni amministratori locali, mentre per quanto riguarda la criminalità straniera l’unico riferimento è un’operazione che ha portato in manette alcuni cittadini cinesi specializzati nei money trasfer.

1sem2017 DIA

Incontro con il presidente nella Camera di Commercio di Catania.

 

Oggi una rappresentanza della associazione Asaec Antiestorsione di Catania ha incontrato il presidente nella Camera di Commercio di Catania dottor Pietro Agen. L’incontro è stato finalizzato all’individuazione di azioni concrete per informare e coinvolgere associazioni di categoria sui diversi aspetti dell’azione criminale – mafiosa nell’economia. Diverse le azioni che verranno messe in campo nei prossimi mesi.

Operazione antimafia contro il clan Santangelo di Adrano

 

L’Associazione Asaec Antiestorsione di Catania esprime un plauso alla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Catania per la complessa operazione antimafia coordinata dalla Dda Etnea che ha azzerato i vertici del clan Santangelo di Adrano. “Emerge chiaramente dalle intercettazioni come la richiesta del pizzo non sia soltanto una forma di finanziamento per i clan mafiosi, ma anche una forma di controllo del territorio.
“Se è di tutta evidenza che il racket è diffuso a tappeto su tutto il territorio, come associazione antiracket – dichiara il presidente Nicola Grassi – dobbiamo chiederci il motivo per il quale commercianti imprenditori ed artigiani decidono di sottostare a tale prepotenza mafiosa piuttosto che liberarsi denunciando i propri aguzzini. Forse non conoscono gli efficaci strumenti legislativi e finanziari che lo Stato mette loro disposizione? Forse sono intimoriti dalle lungaggini processuali e dalle ingiustizie talvolta perpetrate nei loro confronti? Forse hanno convenienza a rimanere in una rete economica illegale? Forse l’associazionismo antiracket è stato contaminato da fiumi di denaro perdendo di vista il proprio obiettivo? Come associazione Asaec faremo di tutto per fugare questi dubbi, abbiamo messo in campo ogni azione mirata a tal fine.”

                                                                                Associazione Antiestorsione di Catania

 

http://www.lasicilia.it/news/catania/136853/adrano-il-blitz-della-polizia-azzerato-il-clan-mafioso-dei-santangelo.html

 

Un’importante vittoria della Giustizia: qualche giorno fa il Tribunale civile di Caltagirone ha emesso un’importante sentenza in favore di un nostro socio.
In attesa dell’esito del parallelo processo penale, si attendono le ulteriori incombenze giudiziarie affinché venga reintegrato nel possesso del proprio terreno così da ricominciare a coltivarlo dopo tanti anni durante i quali gli è stato sottratto.
Noi saremo a fianco a lui ad ogni passo!
Auguri Giuseppe!

                                                                                                    Associazione Antiestorsione di Catania

 

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Resoconto dell’incontro con il prefetto Cuttaia, Commissario straordinario attività antiracket ed antiusura

In occasione dell’incontro, abbiamo consegnato un documento contenente alcune delle nostre proposte di legge che permetterebbero un più efficace contrasto al fenomeno estorsivo. Per citarne solo alcune: crisi del movimento antiracket e possibili soluzioni; indirizzare i soldi del Pon sicurezza per la videosorveglianza delle zone rurali quale deterrente alla delinquenza mafiosa; estensione all’ipotesi di intervento processuale ex articolo 92 c.p.p. dei rimborsi per le spese legali; estensione dell’esonero per le spese legali alla parte offesa costituitasi parte civile nel processo per estorsione ed usura. Programmeremo nei prossimi mesi un incontro con il prefetto nominato.

                                                                                                          Associazione Antiestorsione di Catania

 

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Oggi una delegazione  della l’Associazione Asaec Antiestorsione di Catania ha incontrato il sindaco di Aci Castello Dottor Filippo Drago.
“È stata l’occasione per rinnovare e rafforzare la collaborazione con l’amministrazione castellese con la quale ci lega un rapporto pluridecennale” – dichiara il presidente Nicola Grassi – “nei prossimi mesi, di concerto con l’amministrazione comunale, organizzeremo un incontro incentrato sulla promozione degli strumenti legislativi e finanziari messi a disposizione dalle istituzioni a favore di imprenditori commercianti e artigiani che decidono di denunciare. Il tema della mafia, dell’estorsione e dell’usura è sempre attuale ed è per questo che non bisogna mai allentare l’attenzione”.

                                                                                             Associazione Antiestorsione di Catania

 

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Inchiesta Girgenti Acque: 73 indagati tra politici, pubblici amministratori, imprenditori, liberi professionisti. I reati contestati, tra corruzione, truffa, riciclaggio, inquinamento ambientale, mettono in risalto un sistema di cooptazione, clientelare dove l’illegalità era il filo conduttore di tutte le azioni miranti a costruire ed orientare consenso elettorale al fine di accrescere il proprio potere. È necessario porre argine a questo sistema illegale mafioso attraverso una imprenditoria sana, legale che contrapponga al clientelismo, meritocrazia, alla corruzione il rispetto delle regole.

 

                                                                                        Associazione Antiestorsione di Catania