Progetto per una nuova idea di associazionismo antiracket. Proposte di riforma dell’accesso agli Albo prefettizi ex l. 44/99

 

Alla presenza del Procuratore della Repubblica di Catania Zuccaro, del questore di Catania Gualtieri, del giornalista de”La Repubblica” Attilio Bolzoni, l’ Associazione Asaec Antiestorsione Di Catania, ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Progetto per una nuova idea di associazionismo antiracket – Proposte di riforma dell’accesso agli Albo prefettizi ex l. 44/99″. Un incontro finalizzato all’ esame dei problemi e degli scandali che attraversano l’antiracket e del metodo col quale è possibile ridare credibilità e dignità ad un associazionismo che rappresenta un importante collegamento fra coloro che coraggiosamente decidono di denunciare e le forze dell’ordine e della magistratura. E’ stata l’occasione presentare una proposta di legge che modifichi i criteri di acesso e permanenza delle associazioni antiracket nell’albo prefettizio ex l. 44/99.

 

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INTERVISTA AD ANTONIO GIANGRANDE

ANTIMAFIA CONNECTION:

SENZA LA MAFIA,

COSA SAREBBE L’ANTIMAFIA?

 

Falcone diceva: “segui i soldi e troverai la Mafia”.

Ora avrebbe detto: “fai Antimafia e troverai i soldi…”

Le storture di un sistema sinistroide che si inventa l’espropriazione proletaria illegittima di beni privati ed il foraggiamento statale di Onlus per mantenere amici e parenti, nascondendosi dietro la demagogia della legalità.

 

Dr. Antonio Giangrande lei su quali basi può essere ritenuto un fine conoscitore della materia?

«Anni di studi, approfondimenti e ricerche per guardare il risvolto nascosto della medaglia. Per questo posso dire che la parola antimafia è lo specchio per gli allocchi, per subornare gli ingenui per fare proselitismo politico e speculazione economica. La Mafia siamo noi, se non accondiscendenti con il potere, mentre l’Antimafia è solo lo Stato (Sic!). L’antimafia è un’entità composita con finalità politiche e speculative. Se la mafia è quella che ci propinano, allora la mafia non esiste. La mafia siamo noi tutti: i politici che mentono o colludono, le istituzioni che abusano, i media che tacciono, i cittadini che emulano. Se questo siamo noi, quindi mai nulla cambierà».

AUDIZIONE DI ATTILIO BOLZONI ALLA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA.

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI.

SEDUTA N. 133 DI MARTEDÌ 2 FEBBRAIO 2016

RESOCONTO STENOGRAFICO AUDIZIONE DEL DOTTOR ATTILIO BOLZONI.

La seduta inizia alle 20.05.

  PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca l’audizione del dottor Attilio Bolzoni, giornalista del quotidiano La Repubblica. L’audizione rientra nel filone d’inchiesta che la Commissione ha inteso aprire sul movimento civile dell’antimafia per approfondirne i tratti caratteristici, per individuarne i limiti e le contraddizioni evidenziati anche dai recenti fatti di cronaca, ma soprattutto per rilanciarne il significato e l’attività.
In tale ottica si colloca l’audizione odierna del dottor Bolzoni, che tra i primi – forse per primo – si è occupato con le sue inchieste giornalistiche del tema che affrontiamo oggi, soprattutto per quanto riguarda il caso Sicilia.
Ricordo che la seduta si svolge nelle forme dell’audizione libera e che, ove necessario, i lavori potranno proseguire in forma segreta.
Do la parola al dottor Bolzoni, ringraziandolo per la sua presenza. Farà un’introduzione, cui poi seguiranno, come al solito, le nostre domande. Prego.

ATTILIO BOLZONI. Buonasera. Grazie. Innanzitutto vorrei fare una brevissima premessa per inquadrare la questione dell’antimafia dei nostri giorni.

TAVOLA ROTONDA: PROGETTO PER UNA NUOVA IDEA DI ASSOCIAZIONISMO ANTIRACKET

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L’Asaec Antiestorsione Di Catania manifesta piena soddisfazione per l’operazione svolta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catania guidata dal dott. Panvino in relazione al sequestro di un ingente patrimonio nelle disponibilità di Giovanni Pruiti, reggente del clan Santapaola-Ercolano a Cesarò e referente per la zona di Bronte.” L’operazione – dichiara il presidente Nicola Grassi – si colloca nell’ambito del contrasto alla cosìdetta “mafia rurale” che negli ultimi anni ha visto accrescere le proprie potenzialità riuscendo ad intercettare, anche attraverso prestanome, fondi europei e nazionali destinati all’agricoltura. La mafia ha riconosciuto un possibile business da trarre anche dall’agricoltura dei grani antichi ed è per questo che la sua presenza si è rafforzata attraverso infiltrazioni in cooperative e associazioni agricole.”

 

L’Asaec Antiestorsione Di Catania nel manifestare solidarietà all’Azienda Agricola “Profeta” ricorda quanto importante sia diventato il business dei grani antichi in Sicilia.
Abbiamo e stiamo seguendo attentamente le vicende che riguardano questo settore agricolo – continua l’Asaec Antiestorsione Di Catania – ed in particolare di un’importante associazione che raggruppa grossi imprenditori agricoli, denunciando anche all’autorità giudiziaria competente, possibili infiltrazioni di dubbi gruppi di potere all’interno del grande movimento dei grani antichi di Sicilia.

Stiamo perseguendo la strada giusta. Da sempre abbiamo denunciato quanto i contributi a pioggia concessi alle associazioni antimafia ne abbiano corrotto lo spirito ed abbiamo pagato con l’isolamento questa nostra posizione. Ora abbiamo alzato la voce e crediamo che questo abbia dato fastidio anche a certa parte della pubblica amministrazione che col tempo ha abdicato al suo compito di controllore. Ora siamo passati alla proposta concreta attraverso una proposta di legge che restringe le maglie per l’accesso all’Albo prefettizio e quindi alla possibilità di richiedere i contributi. Riteniamo da sempre che l’associazionismo antimafia debba essere volontario e gratuito o comunque ancorato a risultati concreti raggiunti dalle associazioni.

NON LASCIATECI SOLI.

Ci vediamo alla Tavola rotonda del prossimo 16 giugno 2017

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COMUNICATO

In riferimento all’operazione “ The Band “ svolta dalla Procura della Repubblica di Catania di concerto con il comando della Guardia di Finanza e che vede coinvolti quattro intimi familiari della consigliera comunale Erica Marco (che a tutt’oggi non risulta indagata), l’Asaec Antiestorsione di Catania ritiene opportune le dimissioni della consigliera di Articolo 4 al fine di garantire credibilità degli enti pubblici coinvolti.
“ C’è un aspetto di carattere etico che più di altri opera in vicende come queste – dichiara il presidente Nicola Grassi. Il possibile profilarsi di un conflitto di interessi tra l’amministrazione di un ente pubblico – qual’è l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania – che riceve copiosi contributi dal Comune di Catania e l’ente comunale stesso rappresentato dalla consigliera Erica Marco, dovrebbe indurre la stessa a considerare l’opportunità politica ed etica delle dimissioni dall’incarico che ricopre”

Catania, 31 Maggio 2017

 

ASAEC: I FONDI SI DANNO SOLTANTO A CHI SI BATTE DAVVERO E DENUNCIA

 

LE ESTORSIONI FORMA DI CONTROLLO DEL TERRITORIO.