I professionisti dell’Antiracket

Era il lontano 2012 quando denunciammo il fiume di denaro che stava per inondare il “grande” movimento antiracket, corrompendone lo spirito e le azioni. Dalla Fai di Tano Grasso alla Confindustria di Montante (ora sotto processo per associazione a delinquere). Poi iniziarono gli arresti e le indagini ma intanto la credibilità è compromessa. E’ sempre più urgente recuperare la vecchia idea che animò i primi passi.
Andiamo avanti, ancora non è finita.

http://www.argocatania.org/2012/03/28/i-professionisti-dellantiracket/?fbclid=IwAR16ML_9KR7QwhKlvyOWoZnic88QAo-qkuX-gRd4aoO20aUIFifk9KlDhio

Antonello Montante, il ”padrino dell’antimafia”

Eccolo il “padrino dell’antimafia”, il libro di Attilio Bolzoni che riesce coraggiosamente a mettere a nudo “l’apostolo della legalità” Antonello Montante ed il “suo” sistema.
Attraverso un certosino riordino delle migliaia di tessere del grande puzzle, ne è uscita la precisa intenzione di aver voluto creare un perfetto meccanismo le cui componenti sono state continuamente oleate dalla compiacente collaborazione e supporto di importanti protagonisti della lotta alla criminalità organizzata, quali ad esempio, le più rilevanti associazioni antimafia nazionali, dalla Fai di Tano Grasso a Libera di don Ciotti, ma anche associazioni di categoria da Confindustria ai sindacati ed ancora generali, politici regionali e nazionali, ministri e capi di governo.
Un paladino dell’antimafia nazionale, il cui passato in “odor di mafia” sembrava non interessare o comunque essere volutamente nascosto, è stata la machiavellica copertura per un intreccio di poteri ed interessi che nulla avevano a che fare col contrasto alla criminalità organizzata.
Ed anzi, attraverso la creazione di un “club esclusivo”, le cui tessere associative erano rappresentate dalle adesioni alle faraoniche manifestazioni antimafia o dai vari “protocolli d’intesa” firmati in mezza Italia e nel quale chi fosse stato contro, sarebbe stato prima spiato per essere ricattato, poi cacciato con infamia, si è pesantemente condizionata la politica regionale e non solo.
Oggi, purtroppo, ritroviamo esponenti di quella stessa antimafia silente o solo “un pochettino” pentita e che per lungo tempo andò allegramente a braccetto con Montante ed i suoi sodali – sostenendolo anche dopo le gravi notizie giudiziarie che lo coinvolsero – tentare un’opera di ripulitura e disperato accreditamento.
Tutto questo accade, ancora una volta, sotto i riflettori di convegni, tavole rotonde, laboratori accreditati da continue passarelle di molti, che confidando nell’oblio che il trascorrere del tempo porta con sé, hanno l’ardire di promuovere nuovi modelli di lotta alla mafia (!) quando del declino e del dissesto del movimento antimafia ne furono complici.
Resta da capire quale contorto obiettivo avessero in mente coloro che hanno puntato su un pupo risultato fasullo. Forse quello di utilizzare il movimento antimafia come testa d’ariete per entrare nella stanza dei bottoni oppure quello di gettare discredito su di esso? Si vedrà.

Il valore del 25 Aprile e la lotta alla mafia

Di recente, il ministro degli interni Matteo Salvini ha affermato che il 25 aprile, in occasione delle commemorazione per la Liberazione dal nazifascismo, sarà in tour elettorale in Sicilia dove parlerà di “liberazione dalla mafia”.
Senza scomodare copiosa letteratura in merito agli strumenti più idonei per sconfiggere il fenomeno mafioso, ci permettiamo di ricordare al signor ministro che la lotta alla mafia è cosa assai complessa che non può essere ridotta a semplice slogan.
È slogan, appunto, dal gusto un po’ retrò che ricorda una certa antimafia di qualche anno fa, che tappezzando la Sicilia di cartelloni affermava, come se ce ne fosse bisogno, che “la mafia fai schifo”.
Parola d’ordine che fu proprio di un predecessore di Salvini, tale Angelino Alfano che la prestò poi all’allora presidente della regione Totò Cuffaro.
Ecco che, ancora una volta, la mafia e la presunta lotta alla sua esistenza, diventa strumento di campagna elettorale per racimolare consensi.
Sarebbe interessante conoscere l’opinione e le soluzioni che il signor ministro degli interni proporrebbe in merito, per esempio, alle estenuanti lungaggini processuali cui è sottoposto colui che decide coraggiosamente di denunciare i propri estorsori o usurai, al comune senso di impunità che permette a criminali e mafiosi di continuare a delinquere indisturbati facendosi beffa d del coraggio di chi li denuncia e dell’incessante lavoro delle forze dell’ordine, alle infinite prepotenze cui è sottoposta la bottega o l’associazione culturale che cerca di risanare il proprio quartiere.
Vorremmo, infine, sapere quale sia la ricetta per rompere quella naturale attitudine della criminalità organizzata ad infiltrarsi nelle liste elettorali, negli apparati politici e burocratici così come evidenziato dai recenti rapporti della magistratura.
Oltre gli slogan, signor ministro, aspettiamo i fatti.
Noi, nel frattempo, resistiamo ogni giorno a fianco di quelle coraggiose persone che denunciando, credono ancora nello Stato e ad un futuro migliore.
As.A.E.C. Associazione Antiestorsione di Catania

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Protocollo d’intesa tra Asaec e Fondazione Città del Fanciullo.

Presso i locali della Diocesi di Acireale, alla presenza di Mons. Antonino Raspanti Vescovo di Acireale, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa fra l’Associazione Asaec Antiestorsione Di Catania e la Fondazione Città del Fanciullo. Oggetto della stipula, la progettazione e realizzazione di percorsi formativi ed informativi, finalizzati alla diffusione e promozione degli strumenti normativi e dei comportamenti utili a fronteggiare il racket e l’usura a favore di imprenditori, commercianti ed artigiani. Presenti alla stipula del protocollo per l’Asaec il presidente dott. Nicola Grassi ed il prof. Maurizio Caserta e, per Progetto Policoro, l’avv. Salvo Emanuele Leotta.

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Zuccaro: fare rete ed impiegare l’esercito

La ricetta sulla sicurezza lanciata dal Procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro è lungimirante ed equilibrata poiché partendo dalla constatazione della sempre più crescente presenza di sacche di disagio e di povertà dalle quali la criminalità trae importante manovalanza, individua e contempera irrinunciabili strumenti di presidio del territorio, quali la videosorveglianza (ancora inspiegabilmente inattiva) e pattuglie dell’esercito, con un’azione condivisa che coinvolga associazioni e le migliori risorse presenti sul territorio per una reale rinascita della città.

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ASAEC al meetup dei Remote Workers catanesi.

Venerdì 29 marzo alle ore 18 presso la stazione Metro Giovanni XXIII saremo ospiti al meetup dei Remote Workers catanesi. Una bella iniziativa portata avanti dai lavoratori “da remoto” nella quale avremo modo di confrontarci su importanti tematiche.
Nel talk parleremo principalmente degli strumenti normativi a tutela delle vittime di estorsione, anche se da remoto.
Grazie per l’invito! a venerdì!

https://www.facebook.com/remote.workers.ct/videos/393120571512465/UzpfSTEwMDAxMzg4NDg4NTE1NTo1OTk0NjkyNTA1MjU4OTk/

Ora l’inaugurazione del “Cantico delle Creature di Librino”.

A distanza di 10 anni dall’inaugurazione dalla “Porta della bellezza” oggi abbiamo assistito alla installazione monumentale del “Cantico di Librino”. Un’opera artistica che ha visto la partecipazione di migliaia gli abitanti Librino ed ideata dal mecenate Antonio Presti di cui riportiamo breve passaggio del suo intervento che ci è sembrato più significativo: “oggi, per la prima volta, un’opera d’arte rinuncia ad essere opera d’arte in assoluto, perché riconsegna a ciascuno il diritto ad essere opera d’arte”.

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COMUNICATO

Nell’esprimere le nostre congratulazioni alla sezione antiracket della squadra Mobile di Catania, non possiamo, ancora una volta, non soffermarci sulla pervadente presenza di clan mafiosi in città che condizionano le attività commerciali ed esercitano un deciso controllo attraverso l’estorsione, l’usura e lo spaccio di droga.
Emerge chiaramente dalla denuncia di pizzo a danno di un imprenditore, che l’indagine si sia allargata facendo emergere la violenta imposizione di lavoratori in una nota discoteca catanese, luogo di incontro anche per giovani studenti.
L’ Estorsione e lo spaccio di droga risultano essere, per chi ancora non lo avesse ben chiaro, le forme più concrete di controllo del territorio da parte dei clan mafiosi della città.

Denunciate!

https://www.lasicilia.it/news/cronaca/230108/operazione-zeta-cosi-il-boss-maurizio-zuccaro-comandava-a-catania-dal-carcere.html?fbclid=IwAR2NZI3FM8nzesTiEBE_ZkTzNPUblJPd8tey4r5AT4_LUBW_SDDgk6ipnvM

 

COMUNICATO

Tra gli indagati per truffa ed appropriazione indebita anche l’On. Savona, Presidente della commissione Bilancio all’Assemblea regionale siciliana! L’Associazione Asaec Antiestorsione Di Catania, vista la vistosa incompatibilità tra la funzione di presidenza della commissione regionale, che delibera sulla destinazione dei soldi pubblici e la posizione di indagato per truffa ed appropriazione indebita nell’ambito dei contributi destinate alle associazioni per la formazione professionale, ne chiede ufficialmente le dimissioni dall’incarico.

https://www.lasicilia.it/news/cronaca/229008/i-fondi-per-la-formazione-professionale-in-sicilia-finivano-agli-amici-11-indagati-c-e-il-deputato-regionale-riccardo-savona.html?fbclid=IwAR1hQPFwW3Cjnnx35BwDPBgmhlerSgJdFwcKrfAvtC-Zp1KjBPT26fVjeys#.XItqlF_xWpo.facebook

Commemorazione avvocato Nicola D’Antrassi

Oggi siamo a Scordia vicini all’associazione Asaes Antiestorsione Scordia per la commemorazione dei 30 anni dal barbaro omicidio dell’avv Nicola D’Antrassi.

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