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COMUNICATO

Da anni sensibilizziamo e portiamo all’attenzione delle autorità competenti il preoccupante e dilagante fenomeno della mafia rurale. Da ultimo, in agosto abbiamo presentato alla Procura della Repubblica di Catania un esposto su vicende che riguardano giovani imprenditori agricoli ed i primi di dicembre saremo auditi presso la Commissione Regionale Antimafia ed avremo tante cose da raccontare.

 

https://www.lasicilia.it/news/cronaca/203533/i-pascoli-sui-nebrodi-affare-di-mafia-14-in-manette-tra-bronte-e-tortorici.html?fbclid=IwAR3F9yy_KazpIkXjV1LmwQj835Oyd9Ji0F6hk-vfa8TQfZuKGnA-__V3_h8

COMUNICATO

Lo Stato c’è e reagisce! Brillante operazione condotta dai Carabinieri della compagnia di Giarre, i quali hanno compiuto 17 arresti per estorsione e non solo contro il clan Laudani, liberando, così, tanti commercianti dalla prepotenza mafiosa.
Il metodo estorsivo condotto con spregiudicatezza si conferma la forma più diffusa di controllo del territorio.
È importante denunciare e sapere che non si è mai soli.

https://catania.meridionews.it/articolo/71592/mafia-17-arresti-contro-la-cosca-laudani-di-giarre-estorsioni-furti-cavalli-di-ritorno-e-legami-politici/?fbclid=IwAR36OO65LXCt8l5K9IbAW62mYifs1vqGsbBOQiJHB1ASwleiz4gmEF4LKJk

 

COMUNICATO

Desta meraviglia e preoccupazione l’esclusione di Catania e delle altre grandi città siciliane, dai finanziamenti per installazione degli impianti di videosorveglianza. Un fatto grave che denunceremo a tutti i livelli istituzionali. La videosorveglianza è un grande deterrente contro la microcriminalità ed in generale supporta le forze dell’ordine nel controllo del territorio contro fenomeni di criminalità organizzata. Rimangono solo promesse e proclami quelli volti ad un serio contrasto ai fenomeni di criminalità ed annunciati più volte dal Ministero degli Interni.

https://www.bitmat.it/blog/news/80230/finanziamento-per-videosorveglianza-nei-comuni-online-la-graduatoria?fbclid=IwAR1-HYHt0UkvzV477ZX6UoiAGPapEIg2Hfu6FznhNabzL45sbKf4T9gUQeM

COMUNICATO

L’associazione Asaec si complimenta con la squadra amministrativa della Questura di Catania che ha prontamente effettuato i controlli e successivamente chiuso l’esercizio commerciale di scommesse aperto appena tre giorni fa nel quartiere di Cibali con una trionfale ed abusiva inaugurazione.
Ma diverse perplessità emergono: com’è possibile che un esercizio commerciale di scommesse venga costruito ed eserciti senza le dovute licenze ed autorizzazioni di pubblica sicurezza? Com’è possibile che nessuno abbia visto nulla e che solo la abusiva inaugurazione abbia giustamente insospettito le forze dell’ordine? È un fatto grave che manifesta tutta l’arroganza e la prepotenza di un potere parastatale mafioso che porta con se inevitabilmente l’insofferenza verso il rispetto delle regole.

https://catania.meridionews.it/articolo/71525/cibali-sequestrato-il-locale-appena-inaugurato-controlli-su-scommesse-clandestine-e-concerto/?fbclid=IwAR2i_DEjjnpmc3aXk4GK7gRy9YiGW5VfBBVCNCYXW6tK-39M-wHTTqttjgk

COMUNICATO

Stasera alle ore 21:30 su UltimaTV ospiti di Luigi D’Angelo a #ittamuvuci si parlerà dell’arresto di Salavatore Campo, della crisi dell’antimafia e di una necessaria riforma del movimento Antiracket. Tra gli ospiti il dott. Nicola Grassi presidente Asaec Antiestorsione Di Catania il presidente Bruno di Marco ex magistrato e consulente della Commissione Regionale Antimafia e l’avvocato Goffredo D’antona.

COMUNICATO

Oggi viene scritta una pagina triste nella storia dell’antimafia catanese.
Un arresto “eccellente”, che fa riflettere, perché se da un lato compromette fortemente la credibilità e la dignità di chi crede in questa forma di associazionismo, dall’altro, finalmente, mette ordine e fa pulizia rispetto a quelle mele marce che hanno inquinato e violentato il volontariato antimafia.
“In questi anni – dichiara Nicola Grassi presidente dell’associazione antiestorsione di Catania – abbiamo cercato di invertire la rotta, volgendo la nostra azione quotidiana verso un recupero di dignità dell’associazionismo antimafia affinché si riappropri della sua primaria funzione di antimafia di strada, volontaria, gratuita – composta per la maggior parte da imprenditori che hanno vissuto le medesime vicende estorsive – contrapposta a quella retorica, ubbidiente ed addomesticata, sottomessa alle benevolenze di molti.
Per questo abbiamo deciso di costituirci parte civile nel processo che vede imputato, per estorsione continuata, peculato e falso ideologico, proprio un presidente di un’associazione antiestorsione.”
A testa alta, contrastati, attaccati e derisi, anche da coloro che oggi saltano agli onori della cronaca, abbiamo sempre denunciato la pericolosità che un ingente fiume di denaro avrebbe comportato nell’azione associativa antiracket, compromettendone la purezza volontaria e gratuita.
Usciti dalla FAI, abbiamo rinunciato a dubbie reti regionali antiracket, rifiutando di accedere ad ogni tipo di finanziamento pubblico e proponendo un d.d.l. regionale di modifica all’art. 17 della legge regionale 20/99 – ora diventato legge – che restringe di molto i criteri attraverso i quali le associazioni antiracket possono richiedere finanziamenti.
C’è molto lavoro da fare, le denunce sono in calo e questo ci impone seriamente una riflessione sulla sincera efficacia dell’azione antiracket.
Dobbiamo sostenere le azioni della magistratura e delle forze dell’ordine attraverso una grande opera di sensibilizzazione, recuperando i rapporti con quegli imprenditori, commercianti ed artigiani che giornalmente combattono in silenzio la criminalità organizzata.

AS.A.E.C. ASSOCIAZIONE ANTIESTORSIONE DI CATANIA

https://www.lasicilia.it/news/cronaca/198946/catania-arrestato-il-presidente-dell-antiestorsione-sicilia-chiedeva-il-pizzo-agli-associati.html?fbclid=IwAR3aLaeI-LbXSqsukkOXfpK-5RPyhvXbaI6NF5N58wHE4tvlC2CU2mkNyJc

https://www.youtube.com/watch?v=jLR3j-64zMM

https://www.youtube.com/watch?v=JEfjiXZ65nE

COMUNICATO

Da maggio 2018 il sito della Prefettura di Catania non indica alcun Albo delle associazioni antiestorsione ed usura previsto secondo la Legge 44/99.

Questo crea disorientamento e confusione non solo tra le forze dell’ordine, che a fatica riescono ad individuare quelle certificate, ma soprattutto tra coloro che nelle associazioni vedono un sostegno nell’affrontare il percorso di denuncia .

Infatti, la funzione attribuita dalla legge alle associazioni e alle organizzazioni antiracket e antiusura riconosciute e controllate dagli organi prefettizi è quello di prestare assistenza e solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive e usuraie. Un’attività delicata, per la quale le realtà associative devono essere riconosciute e riconoscibili sul territorio per avere una maggiore garanzia del fatto che rappresentino un riferimento per imprenditori, commercianti e artigiani che decidono di denunciare.

Auspichiamo che la Prefettura di Catania si adoperi celermente al fine di rendere finalmente pubblico l’Albo.

AS.A.E.C. ASSOCIAZIONE ANTIESTORSIONE DI CATANIA

https://catania.meridionews.it/articolo/70616/antiracket-in-prefettura-niente-elenco-delle-associazioni-alcune-sono-state-escluse-su-altre-verifiche-in-corso/

COMUNICATO

 

Nelle relazioni annuali della DIA si afferma che è nel DNA della criminalità organizzata la ricerca del consenso e dell’appoggio politico per raggiungere i propri scopi illeciti.

Ma dall’operazione “Aquila” emergono alcune allarmanti evidenze, prima fra tutte quella che, in questo caso, non siano stati i clan mafiosi della zona a intercettare e condizionare il voto attraverso meccanismi collusivi e/o corruttivi, ma lo stesso candidato (Nicotra) a chiedere e corrispondere ingenti somme di denaro agli stessi clan (in questo caso i Laudani) affinché orientassero le intenzioni di voto, garantendo così la sicura elezione del deputato regionale.

E’ sempre più evidente che la nuova mafia non esercita più la propria forza in maniera violenta, ma attraverso una diffusa intimidazione ambientale, frutto di una mentalità radicata, grazie alla quale, gli accordi, che siano politici o commerciali, sono il frutto di accordi basati su di una reciproca convenienza, arrivando al paradosso che i riferimenti territoriali dei clan rappresentino il necessario strumento di condizionamento elettorale volto alla sicura elezione.

La seconda evidenza che emerge dall’operazione “Aquila” è la disarticolazione della cosca acese legata Cosa nostra conclusasi con l’arresto anche di altre 17 persone legate a Cosa nostra etnea attraverso la quale si fatta luce su estorsioni che duravano da venti anni e che sono state interrotte, in alcuni casi, dalle “seconde generazioni” di imprenditori che hanno ammesso di essere vittime del racket.

Appare chiaro, qualora ce ne fosse ancora conferma, che le estorsioni continuano ad essere esercitate, rappresentando una forma costante di controllo del territorio da parte della criminalità organizzata. Questo deve essere chiaro a tutti e porre una seria riflessione a noi come associazione antiracket sulla reale capacità di incidere e persuadere i commercianti a denunciare.

La strade è lunga e faticosa. E’ necessario informare le categorie di imprenditori, commercianti ed artigiani in merito agli strumenti che lo Stato mette loro a disposizione quando denunciano, ripagandoli di tutti i danni subiti.

E’ necessario raccontare le storie di tutti coloro che denunciando si solo liberati dai loro aguzzini recuperando la propria dignità riprendendo a lavorare.

E’ necessario ripartire da un’idea di movimento antiracket di strada, volontario e gratuito che tuteli la dignità di quanti che con il loro sacrificio non hanno perso la libertà.

Noi abbiamo già intrapreso questo cammino, consapevoli che a molti sta già dando fastidio.

Catania, 11 ottobre 2018

AS.A.E.C. ASSOCIAZIONE ANTIESTORSIONE DI CATANIA

https://www.lasicilia.it/news/catania/194287/i-voti-la-mafia-e-l-arresto-di-pippo-nicotra-il-politico-trasversale-anche-tra-i-clan.html

 

COMUNICATO

 

L’associazione Asaec Antiestorsione di Catania esprime solidarietà e vicinanza all’On. Claudio Fava, Presidente della Commissione Antimafia Regionale Siciliana, per il vile atto intimidatorio.

Il consiglio direttivo dell’Asaec ed i soci tutti sostengono ed incoraggiano la delicata ed importante inchiesta parlamentare condotta sul perverso rapporto politico – corruttivo – del così detto “sistema Montante” e sui depistaggi seguiti alla strage di via D’Amelio portati avanti con coraggio, tenacia, perseveranza e lungimiranza dall’On. Claudio Fava, cui va riconosciuto, in ultimo, anche il merito di occuparsi ed indagare sulle dinamiche tra massoneria e fenomeno mafioso.

E’ sempre più importante essere tutti uniti – afferma il presidente Nicola Grassi – e far fronte unico e collaborativo denunciano senza paura corruzione, malaffare e quegli intricati rapporti fra mafia, politica e finanza che inquinano le normali dinamiche della vita democratica del nostro paese.

E’ necessario prendere una posizione netta, decisa, semplice, il più delle volte, coraggiosa, ma che serve ad abbattere quel muro del compromesso morale che alimenta il clima di oppressione che caratterizza il sistema di condizionamento politico – finanziario.

Sempre più spesso scompare dal dibattito politico una seria riflessione sul fenomeno mafioso, salvo ricordarsene quando accadano fatti gravi che balzano agli onori della cronaca e sui quali sono tutti bravi a correre con dichiarazioni di solidarietà”.

Catania, 08 ottobre 2018

AS.A.E.C. ASSOCIAZIONE ANTIESTORSIONE DI CATANIA

 

 

https://palermo.repubblica.it/politica/2018/10/08/news/palermo_recapitata_una_busta_con_un_proiettile_a_claudio_fava-208475515/

COMUNICATO

Come Asaec Antiestorsione Di Catania abbiamo messo in campo tutte le possibili azioni finalizzate al supporto ed al sostegno dell’imprenditore Francesco Capizzi che ha denunciato, avviando a tutti i livelli un’interlocuzione con i rappresentanti delle forze dell’Ordine e con l’Autorità Giudiziaria.
In generale, non v’è dubbio che esiste un clima di costante prevaricazione e prepotenza che si traduce in un inammissibile controllo del territorio da parte di soggetti collegati a cosche criminali operanti sul territorio, tale da comportare un’insopportabile compressione delle libere dinamiche di mercato, limitando o escludendo del tutto, le scelte e le aspirazioni imprenditoriali che, sempre più spesso, provengono da fasce giovani della società per il ritrovato interesse nell’agricoltura.

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