Archivio: Comunicati

Il riscatto delle coscienze

  “Il riscatto delle coscienze” questo il titolo del dibattito organizzato dagli amici dell’ Asaes Antiestorsione Scordia per contribuire ad abbattere il muro del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità alla cultura mafiosa ed al sistema mafioso. Abbiamo incentrato il nostro contributo sul ruolo di denuncia che devono ritornare ad avere le associazioni antiracket. Diffondere, coinvolgere gli imprenditori a denunciare, sapendo di non essere soli.

 

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Incontro con il presidente nella Camera di Commercio di Catania.

 

Oggi una rappresentanza della associazione Asaec Antiestorsione di Catania ha incontrato il presidente nella Camera di Commercio di Catania dottor Pietro Agen. L’incontro è stato finalizzato all’individuazione di azioni concrete per informare e coinvolgere associazioni di categoria sui diversi aspetti dell’azione criminale – mafiosa nell’economia. Diverse le azioni che verranno messe in campo nei prossimi mesi.

Operazione antimafia contro il clan Santangelo di Adrano

 

L’Associazione Asaec Antiestorsione di Catania esprime un plauso alla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Catania per la complessa operazione antimafia coordinata dalla Dda Etnea che ha azzerato i vertici del clan Santangelo di Adrano. “Emerge chiaramente dalle intercettazioni come la richiesta del pizzo non sia soltanto una forma di finanziamento per i clan mafiosi, ma anche una forma di controllo del territorio.
“Se è di tutta evidenza che il racket è diffuso a tappeto su tutto il territorio, come associazione antiracket – dichiara il presidente Nicola Grassi – dobbiamo chiederci il motivo per il quale commercianti imprenditori ed artigiani decidono di sottostare a tale prepotenza mafiosa piuttosto che liberarsi denunciando i propri aguzzini. Forse non conoscono gli efficaci strumenti legislativi e finanziari che lo Stato mette loro disposizione? Forse sono intimoriti dalle lungaggini processuali e dalle ingiustizie talvolta perpetrate nei loro confronti? Forse hanno convenienza a rimanere in una rete economica illegale? Forse l’associazionismo antiracket è stato contaminato da fiumi di denaro perdendo di vista il proprio obiettivo? Come associazione Asaec faremo di tutto per fugare questi dubbi, abbiamo messo in campo ogni azione mirata a tal fine.”

                                                                                Associazione Antiestorsione di Catania

 

http://www.lasicilia.it/news/catania/136853/adrano-il-blitz-della-polizia-azzerato-il-clan-mafioso-dei-santangelo.html

 

Un’importante vittoria della Giustizia: qualche giorno fa il Tribunale civile di Caltagirone ha emesso un’importante sentenza in favore di un nostro socio.
In attesa dell’esito del parallelo processo penale, si attendono le ulteriori incombenze giudiziarie affinché venga reintegrato nel possesso del proprio terreno così da ricominciare a coltivarlo dopo tanti anni durante i quali gli è stato sottratto.
Noi saremo a fianco a lui ad ogni passo!
Auguri Giuseppe!

                                                                                                    Associazione Antiestorsione di Catania

 

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Oggi una delegazione  della l’Associazione Asaec Antiestorsione di Catania ha incontrato il sindaco di Aci Castello Dottor Filippo Drago.
“È stata l’occasione per rinnovare e rafforzare la collaborazione con l’amministrazione castellese con la quale ci lega un rapporto pluridecennale” – dichiara il presidente Nicola Grassi – “nei prossimi mesi, di concerto con l’amministrazione comunale, organizzeremo un incontro incentrato sulla promozione degli strumenti legislativi e finanziari messi a disposizione dalle istituzioni a favore di imprenditori commercianti e artigiani che decidono di denunciare. Il tema della mafia, dell’estorsione e dell’usura è sempre attuale ed è per questo che non bisogna mai allentare l’attenzione”.

                                                                                             Associazione Antiestorsione di Catania

 

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Inchiesta Girgenti Acque: 73 indagati tra politici, pubblici amministratori, imprenditori, liberi professionisti. I reati contestati, tra corruzione, truffa, riciclaggio, inquinamento ambientale, mettono in risalto un sistema di cooptazione, clientelare dove l’illegalità era il filo conduttore di tutte le azioni miranti a costruire ed orientare consenso elettorale al fine di accrescere il proprio potere. È necessario porre argine a questo sistema illegale mafioso attraverso una imprenditoria sana, legale che contrapponga al clientelismo, meritocrazia, alla corruzione il rispetto delle regole.

 

                                                                                        Associazione Antiestorsione di Catania

 

L’associazione Asaec Antiestorsione di Catania esprime solidarietà alla giornalista Luisa Santangelo ed a tutta la redazione di Meridionews in relazione alle minacce ricevute a seguito dei reportage sulla musica neomelodica a Catania e le parentele mafiose di due degli artisti nominati all’interno del servizio. Condanniamo fermamente ogni forma di violenza verbale e di censura ed auspichiamo che i vertici della Polizia Postale di Catania possono far luce sul grave accaduto.

 

                                                                                       Associazione Antiestorsione di Catania

 

La mafia del pizzo colpisce inesorabilmente i locali notturni e le discoteche frequentate da tutti colpiscono le modalità attraverso le quali viene consumata l’estorsione. Alla resistenza dell’imprenditore, Il prepotente estortore minaccia di organizzare liti e disordini all’interno della discoteca. Un plauso al lavoro svolto dal reparto antiracket della squadra mobile di Catania diretta dal dottor Antonio Salvago. Lo diciamo sempre lo ripeteremo: denunciare conviene sempre!

 

                                                                                       Associazione Antiestorsione di Catania

 

“L’arresto del Guglielmino impone alcune riflessioni su altri due argomenti di oggi apparentemente lontani tra loro ma che invece sono interconnessi perché fotografano una situazione drammatica.
La notizia più importante: da quanto apprendiamo dalla Polizia di Stato e dagli organi di informazione è stato arrestato un ‘imprenditore prestanome del clan Cappello a capo dei 13 supermercati MD che aveva lo scopo di riciclare i proventi della cosca.
Il nuovo questore ha giustamente sottolineato che l’imprenditore mafioso inquina il mercato poiché altera l’economia del luogo dove opera. Quando l’economia non è regolata dalla libera concorrenza si avvita su se stessa e muore.
Noi crediamo che il caso dei supermercati sia ancora più inquietante perché influisce sulla salute di tutti i cittadini anche i bambini: colui che traffica con la droga per conto della mafia pur sapendo che la droga uccide i nostri giovani può contemporaneamente gestire con responsabilità e coscienza i suoi supermercati per garantirne gli standard di qualità o di conservazione della merce esposta in vendita nei suoi scaffali?
Ci domandiamo con quale animo i catanesi potranno ancora frequentare questi supermercati.
E qui veniamo alla seconda notizia: sui dati ISTAT si evince che la Sicilia ha il PIL più basso d’Italia seconda solo alla Calabria. Il quadro mette in luce il fenomeno della povertà di un territorio legandola direttamente alla penetrazione mafiosa. La povertà, l’arretratezza, la disoccupazione, l’analfabetismo aumentano nelle regioni dove comanda la mafia.
Il fatto dimostra che l’interesse di pochi infimi personaggi danneggia irreparabilmente tutta la popolazione.
La terza notizia riguarda le eccellenze del gusto: tre regioni del Nord Italia sono state selezionate per una prestigiosa classifica perché producono i migliori cibi di nicchia.
Ci domandiamo come mai il Sud Italia, pur producendo squisitezze indiscutibili soprattutto grazie all’ insostituibile valore aggiunto del sole che conferisce ad ogni prodotto della terra un gusto e delle qualità ineguagliabili, è penalizzato anche nel campo del gusto. Riteniamo che anche in questo caso la volontà degli stessi signori senza scrupoli che vogliono tenere la Sicilia ed il Meridione d’Italia in una condizione di sudditanza prevalga sulla libertà di tutti per trarne pochi biechi vantaggi personali.”

 

                                                                                   Associazione Antiestorsione di Catania

Pochi sanno che la nostra Ass. Asaec Antiestorsione Di Catania è nata a Catania nel 1991 all’indomani dell’uccisione di Libero Grassi, di cui porta il nome! E’ stata la prima in provincia di Catania e la seconda in Sicilia, nata per iniziativa di imprenditori, commercianti ed artigiani che hanno deciso di ribellarsi alla mafia dell’estorsione ed intraprendere un cammino di libertà! Ancora oggi ci distinguiamo per questo ed a testa bassa, senza clamori aiutiamo colleghi imprenditori, commercianti ed artigiani che si ribellano. Domani in tv ritroveremo la storia di Libero Grassi. Lo ricorderemo così…

http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2018/01/13/news/giorgio_tirabassi_e_libero_grassi-186418249/

 

                                                                                                  Associazione Antiestorsione di Catania