Archivio: Riflessioni

RIFLESSIONI

 

Andiamo avanti senza fermarci!
Grazie a te, che con la tua ribellione, hai contribuito a rendere migliore questa terra!
Ieri abbiamo accompagnato ed assistito alla deposizione in processo un nostro socio persona offesa in un processo di usura.
Sono momenti particolari dove vengono sollecitati ricordi spesso drammatici che servono ad accettare la verità.
Ecco perché la vicinanza dell’associazione in questi momenti fondamentale è tra i suoi scopi più importanti.
Da vicende terribili possono nascere amicizie sincere, improntate al rispetto ed alla stima per il grande coraggio di liberarsi dalla morsa degli usurai o degli estortori.

Il sistema Siracusa

Il sistema Siracusa balza alle cronache giudiziarie non solo per smascherare le “cricche” siciliane ma anche per svelare i suoi legami con la grande imprenditoria nazionale. Quale sia il fil rouge che lega la grossa corruzione ai vari personaggi siracusani è ancora da capire fino in fondo ma i metodi corruttivi sono sempre gli stessi. I depistaggi usati per attaccare gli accusatori definiti “fascicoli specchio” sono entrati nell’uso corrente anche nei processi di estorsione sia per allungare a dismisura i tempi processuali sia per confondere l’opinione pubblica. Una cosa è certa: non si possono architettare certe truffe ai danni della collettività se non con la connivenza di Istituzioni compiacenti. Ogni persona corrotta dalla più insignificante a quella che riveste un ruolo apicale, diventa una pedina funzionale alla riuscita del piano criminale. Noi non sappiamo se i personaggi arrestati o indagati siano veramente tutti colpevoli ma le spiccate qualità investigative dei Procuratori De Lucia e Pignatone lasciano ben sperare in una veloce conclusione del processo e sopratutto hanno spianato la strada alle altre Procure che vorranno sventare eventuali nuovi assalti al cuore dello Stato.

 

http://www.lasicilia.it/news/siracusa/138875/verminaio-siracusa-nel-mondo-amara-il-pm-che-si-svende-e-i-clienti-altolocati.html#.Wnt6sISzp5U.facebook

La relazione annuale della DIA

Nella relazione annuale della DIA (vedi link 1sem2017 DIA) emerge come l’estorsione sia una condotta che spesso gode della complicità delle vittime con le mancate denunce e i casi di vero e proprio «favoreggiamento». La mafia in questo settore si è evoluta e fa sempre meno ricorso alle richieste di denaro: «Spesso le estorsioni sono camuffate da imposizioni di prezzi, forniture o servizi, dalla forzata assunzione di dipendenti o dai subappalti nei lavori».
Le vittime, inoltre, rischiano di finire nel vortice dell’usura.

Nella relazione della Dia ci sono anche alcuni riferimenti alla mafia agricola. Attiva in modo particolare nei territori dei monti Nebrodi, nei Comuni di Bronte, Maniace, Randazzo e Cesarò. «Ricadono nelle mire di Cosa nostra i patrimoni immobiliari rurali – scrivono i detective – strumenti utili per beneficiare di fondi pubblici ma anche per perpetrare truffe ai danni dello Stato attraverso l’impiego fittizio di braccianti». A febbraio 2017, come anticipato in esclusiva da MeridioNews, è stata portata a termine l’operazione Nebrodi. In manette il presunto reggente di Bronte Salvatore Catania, e quello di Cesarò, Giovanni Pruiti, fratello dell’ergastolano Giuseppe. Nel semestre analizzato emergono anche episodi di intimidazioni ad alcuni amministratori locali, mentre per quanto riguarda la criminalità straniera l’unico riferimento è un’operazione che ha portato in manette alcuni cittadini cinesi specializzati nei money trasfer.

1sem2017 DIA

Legge 3/2012 – Modifiche in materia di usura ed estorsione

Il Commissario straordinario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, nella sua relazione del 2009, segnalava l’ampia diffusione di tali fenomeni prevalentemente nelle regioni con forte radicamento delle organizzazioni criminali mafiose. Al tempo stesso, però, sottolineava la difficoltà di definirne le reali dimensioni, a causa dell’elevato grado di sommersione che caratterizza tali fenomeni. La relazione si soffermava inoltre sull’importanza di un’efficace attività preventiva, nonché di una più tempestiva erogazione dei benefici a favore delle vittime. In tale direzione, il Capo I della legge 3/2012 “Disposizioni in materia di usura e di estorsione, nonché di composizione delle crisi da sovraindebitamento” introduce una serie di modifiche alla legge 108/1996 (cd. legge sull’usura) e alla legge 44/1999 (Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura) volte essenzialmente ad agevolare e rendere più celeri le procedure per l’accesso ai benefici economici previsti dalla legge in favore delle vittime dell’usura e del racket. Ulteriori disposizioni prevedono un incremento delle sanzioni previste per il reato di estorsione nonchè una novella al Codice degli appalti pubblici in funzione antiusura e antiriciclaggio. 

ASAEC: «Stallo nelle denunce ma noi aiutiamo tutti»

«Nell’anniversario dell’omicidio di Libero Grassi ricordiamo le 200 costituzioni di parte civile al fianco delle vittime»

In occasione del ventitreesimo anniversario della morte di Libero Grassi, l’Asaec, associazione Anti estorsione di Catania intitolata proprio alla memoria di quella vittima della violenza mafiosa, ha inviato una nota che vuole anche essere un appello a tutte le vittime del racket.

L’ASAEC ricorda Libero Grassi

“…non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia…”
( Libero Grassi, Lettera all’estortore ) « SEMPRE PIU’ UNITI E COESI NELLA LOTTA CONTRO IL RACKET»

CATANIA – Sono ventitre gli anni passati da quel 29 Agosto 1991 data dell’omicidio di Libero Grassi ma anche data della costituzione della nostra associazione. Il tempo trascorso che sembra apparentemente enorme, ha lasciato in noi intatto il ricordo e l’ammirazione per un uomo dallo straordinario valore civico e dallo smisurato coraggio nell’affermare e rivendicare la libertà di ciascuno di noi.

Alcune riflessioni di emeriti intellettuali condivise da ASAEC

La garanzia della sicurezza della libertà non esiste

E’ nostra responsabilità stabilire quali rischi siamo disposti a correre in cambio della nostra libertà e sicurezza E cosa siamo disposti a sacrificare.

Qual’è il punto di equilibrio tra sicurezza e libertà?

Responsabile – law   and    security – della   NY   University: KAREN GREENBERG

ISDE Italia Network – Ilva, Di Ciaula (Isde) su decreto legge: “Insufficiente per ristabilire minime garanzie di tutela sanitaria”

TARANTO – Ieri, la commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha ascoltato anche il dottor Agostino Di Ciaula (Associazione Medici per l’Ambiente). Riportiamo di seguito il testo integrale del suo dettagliato e interessante intervento.

…Ringrazio il Presidente e gli onorevoli deputati, perché mi consentono di poter rappresentare il punto di vista di un medico della “International Society of Doctors for Environment”, una società scientifica internazionale da anni impegnata nello studio dei rapporti tra ambiente e salute umana e nell’affermazione dell’importanza della prevenzione primaria.  Spesso, pensando ai tumori, si considera la possibilità di diagnosi precoce un’arma vincente. In realtà, si è veramente vincenti se si agisce a monte, non solo cercando di limitare i danni di malattie già insorte ma impedendo che queste insorgano, evitando l’esposizione alle sostanze che le provocano.

Riflessione dell’associazione ISDE di Palermo, medici per l’ambiente

Ma qual è il livello di criminosità oltre il quale un reato (contro l’incolumità pubblica, contro la salute e la vita di migliaia di persone, per esser più precisi) smette di esser tale per diventare una questione “di interesse strategico nazionale”?

Da quale momento un soggetto che commette uno, dieci, cento delitti (contro la pubblica amministrazione, contro l’amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica, contro la personalità dei minori… sempre reati seria, roba di classe, non bagattelle da venditore di cd tarocchi) cessa, nella indefettibile vulgata (ha la stessa radice di “volgare”) nazionale, di esser un imputato pluricondannato in sede di merito (fino in appello) per diventare “il Presidente” (di cosa?), “il leader di uno delle principali forze politiche del paese”, “il titolare della golden share del governo”….?

Riflessione Asaec all’indomani dei provvedimenti della Direzione Investigativa Antimafia

«Finalmente a Catania si respira aria pulita. Finalmente non si tende soltanto a perseguire reati minori, ma vengono lanciate esche di profondità con la volontà di prendere anche i pesci grossi».

Questo è il pensiero comune dei soci dell’Asaec – Associazione antiestorsione “Libero Grassi” – all’indomani dei provvedimenti della Direzione Investigativa Antimafia: «I nostri complimenti vanno al Procuratore e alla Dia – continuano i volontari che da anni operano nell’antiracket – perche finalmente vengono svelati i retroscena e gli intrecci di alcuni rappresentanti delle Istituzioni che – insieme a tutta una cordata di altre figure – compongono i tasselli di un orrendo gioco al massacro. Si tratta di pedine che a vario titolo sono funzionali al sistema corrotto che umilia e degrada l’immagine della nostra terra. Siamo consapevoli che operare in questa realtà così paludosa non è per niente facile, e dunque ogni qual volta apprendiamo di indagini che portano a fare luce sui complessi rapporti affaristici-mafiosi, ci sentiamo sollevati: è dunque possibile per le persone oneste sperare che qualcosa possa cambiare».