Archivio: Notizie

Etna, incendi e vessazioni: l’ombra della mafia sui pascoli

Ancora una volta lanciamo l’allarme che speriamo non solo venga raccolto dalla Prefetta di Catania ma si individuino definitivamente iniziative e strumenti idonei per scongiurare l’abbandono delle terre a favore della criminalità.

https://bit.ly/31N8Vek

Oggi presentata “offerta tecnica” per uno dei due beni confiscati.

Stamattina abbiamo depositato presso il protocollo dell’ufficio comunale patrimonio, la nostra “offerta tecnica” per uno dei due beni confiscati che il comune di Catania ha messo a bando.
Siamo molto felici e soddisfatti, perché aldilà dell’ aggiudicazione o meno che avverrà tramite gara ad evidenza pubblica, il fatto che il Comune di Catania abbia, finalmente, dopo tanti anni di sollecitazioni e pubbliche denunce, avviato le procedure per l’affidamento dei beni confiscati, è cosa straordinaria ed un bel risultato.
Attendiamo, fiduciosi, tanti altri bandi affinché i beni confiscati in dotazione, vengano assegnati alle tante associazioni operanti sul territorio.

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Asaec: C’è un silenzio assordante sulla vicenda Montante. E i paladini della legalità?

Ecco, ancora una nostra riflessione sulla vicenda Montante in un articolo apparso l’altro ieri su La Sicilia.
“Asaec: C’è un silenzio assordante sulla vicenda Montante. E i paladini della legalità?
Tredici, tanti sono gli avvisi di conclusioni d’indagini di uno dei filoni sul sistema Montante che sono stati notificati, tra gli altri, all’ex governatore Crocetta, ad ex capi della Dia, imprenditori ed amministratori pubblici, ai quali viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione.
Un dato che stride e fa a botte con le lunghe commemorazioni online ed i lunghi elenchi che hanno ricordato, proprio qualche giorno fa, coloro che contro la mafia e questo sistema criminale hanno combattuto a costo della propria vita.
Eh sì, perché la nuova valanga giudiziaria si è abbattuta proprio su quella che veniva considerata, fino a qualche anno fa, una potente macchina da guerra antimafiosa. Tutti antimafiosissimi, erano coloro che si sarebbero messi a disposizione del più antimafioso di tutti: il tanto celebrato, ed acclamato “guru” della legalità Antonello Montante. Impressionante quanto la macchina amministrativa ed il governo regionale si sarebbe piegata alle volontà del cittadino di Serradifalco così come, peraltro, era già emerso, nel marzo 2019, dal lavoro d’inchiesta svolto della commissione antimafia regionale guidata da Claudio Fava e che in molti hanno liquidato come “gossip burocratico amministrativo”.
Quello che, però, dovrebbe indurci a riflettere è capire perché è potuto accadere che ministri, governatori, alti rappresentanti delle forze dell’ordine, si siano genuflessi ed abbiano piegato l’interesse pubblico a beceri operazioni volte ad accrescere il proprio interesse privato; ma soprattutto chi potrebbe essere il falegname del burattinaio e dei burattini che via via stanno emergendo dalle carte giudiziarie dei pm di Caltanissetta?
Anche perché, siamo sicuri che, come ha scritto Mario Barresi sulle pagine di questo quotidiano, “in questi anni siamo riusciti a sviluppare anticorpi per scongiurare la diffusione di una variante del sistema Montante?”; e, aggiungiamo noi, il movimento sociale di lotta alla mafia ha davvero fatto i conti con i suoi errori (tanti) che hanno permesso, tra l’altro, l’affermarsi di un’antimafia retorica degli eroi e delle fanfare, dei proclami e dei cortei di scorta, delle coppe e dei cappucci, che è arrivata financo ad occupare posti strategici dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, luogo dove confluiscono gli ingenti patrimoni confiscati alle mafie e sul quale è indubbio la criminalità rivolga i suoi interessi anche attraverso meccanismi che, direttamente o indirettamente, ne impediscano o ne inceppano il corretto funzionamento?
C’è un “silenzio assordante” da parte delle istituzioni, ma soprattutto da parte del grande e frastagliato mondo c.d. antimafioso su una questione che ormai coinvolge e travolge vicende che stanno ad un passo da noi. Un silenzio imbarazzante e che fa capire quanto poco ci si voglia addentrare all’interno di meccanismi dove molti sono coinvolti.
A parer nostro, è sempre più urgente, avviare un serio momento di riflessione che presupponga una reale e pubblica assunzione di responsabilità e solo successivamente avviare una grande opera di ripensamento sul ruolo del movimento sociale lotta alle mafie in Italia. Una riflessione che parta proprio dalla consapevolezza di non esser riusciti a leggere i raffinati cambiamenti di strategia delle mafie, capaci di insinuarsi silenziosamente fino a costruire miti ed eroi “nel cuore dei boss” ma con il marchio “antimafia”; ma anche, l’incapacità di denunciare il disastro nella gestione dei beni confiscati e non solo.
Pertanto, ancora una volta, auspichiamo non si perda l’opportunità di avviare un rinnovamento del movimento sociale di lotta alla mafia che riparta proprio dalla sua originaria e rivoluzionaria capacità di porsi domande, che sia di denuncia e d’inchiesta, volto ad indagare puntualmente proprio laddove si sono celate e hanno proliferato pericolose connivenze e convenienze politico mafiose.”
Asaec – Associazione Antiestorsione di Catania

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Chi continua a pagare favorisce la criminalità

Rispetto agli anni precedenti ed alle evidenze investigative, le denunce sono in calo.
E questo è un dato che deve essere analizzato partendo dal presupposto che è un problema che riguarda l’intera comunità, perché la richiesta di pizzo è lontana dall’essere sconfitta, così come emerge dall’ultima operazione “Sipario”.
È importante dire con fermezza che laddove c’è la denuncia, si innesca una corale e vincente collaborazione tra forze dell’ordine ed associazione antiracket e di questo ne sono prova anche le recenti denunce ed operazioni avvenute a Giarre e non solo cui sono seguite importanti condanne.
Non vi sono più alibi per non denunciare.
Qui di seguito condividiamo la riflessione del Ten. Col. Piercarmine Sica rilasciata nell’articolo intervista a firma di Concetto Mannisi su La Sicilia di ieri.

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Il nostro risarcimento dei danni a favore dei minori disagiati.

Una storia che conosciamo bene.
Prima la denuncia, poi l’arresto dei carabinieri ed ora la condanna.
Queste le notizie che dimostrano come denunciare conviene, sempre!
Come già in precedenza dichiarato, il ricavato, lo devolveremo in beneficenza a favore di minori svantaggiati.
Qui l’articolo  http://bit.ly/3scWAfl

La gestione dei beni confiscati alla mafia.

Una sfida, un lavoro continuo ed instancabile quello sui beni confiscati. Qualche giorno fa con gli interventi di Claudio Fava presidente commissione regionale antimafia e Maurizio Caserta ordinario di economia politica abbiamo cercato di mostrare ai ragazzi quanto sia sempre più urgente diffondere la consapevolezza degli enormi vantaggi, sociali ed economici, che vengono prodotti dal riutilizzo a fini sociali di un bene tolto alla criminalità organizzata.
E’ uno schiaffo alla mafia, che pensa di approfittarne nell’assenza dello Stato; è uno schiaffo a chi pensa sia meglio venderli piuttosto che riconsegnarli alla comunità.
Qui di seguito l’articolo che racconta il terzo di una serie di incontri con le due classi del Liceo “N. Spedalieri ” che stiamo seguendo.

http://bit.ly/3tGtOnK

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Good news!

Buone notizie!
Di ieri le pesanti condanne a quasi sette anni, per due estortori che hanno taglieggiato l’imprenditore che ha immediatamente denunciato i fatti ai Carabinieri. Il Giudice ha disposto anche il risarcimento del danno per l’Asaec che si è costituita parte civile nel processo a favore del socio Tonino Torrisi. Il ricavato, come già in precedenza dichiarato, lo devolveremo in beneficenza a favore di minori svantaggiati.
Denunciare conviene, sempre!

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ASAEC e Fiumara d’Arte a Librino con gli studenti del Liceo Spedalieri

Il messaggio che abbiamo voluto trasmettere organizzando la visita a Librino della III C e IV C del Liceo “N. Spedalieri” presso il museo monumentale della Fondazione Antonio Presti – Fiumara d’Arte è stato finalizzato a far maturare la consapevolezza che è possibile realizzare qualcosa per il territorio in cui si vive, agevolando forme alternative di sviluppo che creino benessere ed emancipazione per la collettività, talvolta oppressa da pesanti fenomeni di devianza criminale.
Di seguito l’articolo uscito su La Sicilia domenica 14 marzo 2020
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Terzo incontro con le due classi del liceo “Spedalieri”

Oggi il terzo incontro con le due classi (III e IVC) del liceo “N. Spedalieri” nell’ambito del progetto di cittadinanza attiva che quest’anno abbiamo sviluppato sul tema dei beni confiscati.
La prima parte è stata tenuta dal prof. Maurizio Caserta ordinario di economia politica in merito al ruolo dell’Agenzia Nazionale, le procedure di assegnazione, nonché alla sostenibilità economica di un bene confiscato; la seconda parte, ha visto la partecipazione dell’On. Claudio Fava, presidente della commissione regionale antimafia, che si è soffermato sulla relazione d’inchiesta sui beni confiscati appena esitata dalla stessa commissione e sull’importante ruolo dei cittadini nel reclamare un corretto utilizzo dei beni.
Seguirà una progettazione degli studenti sui beni abbandonati del comune di Catania che dovrebbero avere un loro utilizzo sociale. Questo servirà a rendere consapevoli quanto sia importante valorizzare i beni confiscati per sancire definitavante una vittoria sulla criminalità mafiosa. Sono state, inoltre, mostrate le inchieste giornalistiche effettuate all’esito dei sopralluoghi sui beni di Palagonia e Gravina di Catania. All’incontro ha preso parte anche Matteo Iannitti giornalista de “I Siciliani” che ha illustrato la mappa interattiva di geolocalizzazione dei beni confiscati del comune di Catania e sviluppata da uno studio de “I Siciliani.

Qui il servizio di di @Filippo Romeo di REI TV

Richiesta al prefetto di Catania per verificare eventuali infiltrazioni mafiose condizionanti le scelte amministrative

Dopo l’operazione “Sipario” e l’appello lanciato insieme ad I Siciliani ed Arci Comitato Territoriale Catania pubblichiamo, per correttezza e trasparenza, l’elenco della associazioni, cittadini, rappresentanti istituzionali e politici che hanno aderito alla richiesta inoltrata al prefetto di Catania affinché intervenga, con un accesso ispettivo, per verificare eventuali infiltrazioni mafiose che possano condizionare le scelte amministrative.
On. Claudio Fava – Presidente Commissione d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia                                      ( http://bit.ly/3tI9Ed3 )
Movimento 5 Stelle Catania ( http://bit.ly/3cNINFw )
Federazione Provinciale di Catania Sinistra Italiana
CIGL Villaggio Sant’Agata (municipalità dove è stato eletto il Massari) Sunia Catania
Circolo Legambiente Catania
Arcigay Catania
Circolo Provinciale Italexit con Paragone
Prc Catania
ASIA USB Catania
Partito Democratico Catania
CittàInsieme Catania
Giovanni Caloggero – consigliere nazionale Arcigay
Gianfranco Caudullo
Andrea D’Urso
Domenico Stimolo
Di seguito l’appello:
Infiltrazioni mafiose al Comune di Catania.
La Prefettura avvii l’accesso ispettivo antimafia.
Al Ministro degli Interni
Al Prefetto di Catania
L’operazione della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catania e della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto per mafia del vicepresidente della Sesta Municipalità del Comune di Catania non è che l’ultima conferma della grave infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto istituzionale della città.
Le notizie circa i rapporti, anche corruttivi, di soggetti accusati di mafia con funzionari comunali e di altri enti pubblici sono inquietanti e gettano pesanti ombre sul regolare e democratico funzionamento delle istituzioni pubbliche.
Reputiamo urgente e necessario che la Prefettura di Catania avvii un accesso ispettivo antimafia presso il Comune di Catania e le Municipalità al fine di verificare la sussistenza di eventuali forme di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare, tali da determinare un’alterazione del processo di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi, e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità dell’amministrazione comunale nonché il regolare funzionamento dei servizi.
I Siciliani giovani
Arci Catania
Associazione Antiestorsione di Catania Libero Grassi

 

https://www.lasicilia.it/news/catania/400484/catania-dopo-il-blitz-antimafia-sipario-chiesto-accesso-ispettivo-al-comune.html?fbclid=IwAR1Rnnjkcn7JkbJA3aL8gHX1AO4riOHNlyG-ArO8ds6VoPVD8m-wZyY0phQ#.YFS7YYzWA0M.facebook